BELLA, ANZI, BELLISSIMA.



L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA F.I.G.C. GIANCARLO ABETE ALLA PRESENTAZIONE DELLA STAGIONE CALCISTICA REGIONALE 2008-2009 ALL'HOTEL BELVEDERE DI TRICESIMO.(f.dt)

TRICESIMO– Bella, anzi, bellissima, scortata da carabinieri e polizia, cercata dagli sguardi di tutti, circondata, palpeggiata, fotografata... La coppa del mondo attira la totale attenzione di chi affolla la sala conferenze del Belvedere di Tricesimo, eppure più di lei, più del presidente nazionale della Figc Giancarlo Abete, più del suo vice Demetrio Albertini, più di Massimo Giacomini, più dell'intera squadra federale schierata al tavolo delle autorità, dal presidente degli arbitri Giancarlo Riva ai delegati del femminile e del calcio a 5 Elio Meroi e Massimiliano Pali, più di loro contano i dirigenti. Quei dirigenti che stanno dall'altra parte, sulle poltroncine ad ascoltare le autorità presenti alla tradizionale festa della consegna dei calendari. Lo dice proprio Renzo Burelli: «Tra tutti, i più importanti siete voi, le colonne, senza delle quali non ci sarebbe attività dilettantistica».
E proprio da qui parte Burelli, dalla rivendicazione del ruolo preminente di chi sta alla base delle società, un tasto che il presidente ha sempre battuto con decisione. E, partendo, non evita una frecciata alla Lega Friuli Collinare: «Il nostro problema sono i ricambi societari. Una volta chi smetteva di giocare diventava dirigente, adesso va negli amatori...»
Quelle che snocciola Burelli sono cifre inquietanti dal suo punto di vista: «Le nostre società sono 340, nella Lfc 280. In una regione come la nostra significa una squadra ogni 1800 abitanti». Troppe? Ma questa non è l'unica lamentela che il presidente presenta ad Abete: «Guai a togliere i vincolo, perdoniamo la sanzione (3mila euro) alle società che, pur non allestendo il settore giovanile, si consorziano con altre che lo fanno, aiutate i club a superare le barriere burocratiche».
Non si può non sfiorare quel che manca nella realizzazione del programma a 3-4 mesi dell'appuntamento elettorale, cominciando dalla latitante riforma dei campionati. Burelli ammette le proprie colpe, ma chiede l'assoluzione: «Mi sono fatto commuovere dalla reticenza delle società. Ma chi guiderà la federazione non potrà più procrastinare questo punto».
I problemi irrisolti non offuscano i motivi d'orgoglio da esibire di fronte ai vertici federali: «Ospitiamo gli azzurri, ma in precedenza abbiamo già avuto tante rappresentative nazionali in regione. Vuol dire che ce lo meritiamo». E qui ci scappa l'applauso davvero convinto degli astanti. L'ultimo forte battito di mani però, il presidente lo indirizza alle forze dell'ordine presenti (su suo invito) in sala: «Grazie a queste splendide persone che permettono lo svolgimento delle attività. Cercate di sopportare gli eccessi dei nostri dirigenti mettendo una mano sul cuore. Qui non accade mai nulla e l'unica mobilitazione l'anno scorso per i confronto tra Malisana e Campanelle, fu gonfiato dal arte. Abbiamo risolto mettendo le due società in gironi diversi». Soddisfatto del proprio lavoro e padrone della situazione Burelli chiude facendosi perfino prender e la mano dall'entusiasmo, con un "Viva la Figc" che sembra quasi da stadio. E che, tutto sommato non stona affatto.(dt)

TROFEI DEL GAZZETTINO 2008.