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SIAMO NOI, siamo noi I CAMPIONI DI RAGOGNA SIAMO NOI .
Esclusiva: i segreti DEL REAL VILLUZZA svelati dal suo CAPITANO
di Dino Temil
Chiamatela Real… Real -Villuzza, che suona anche bene. Il palmaresse esposto nella bacheca della ex latteria di Villuzza e sulle mensole del Ristorante al “Vecjo Traghet” è invidiabile. Ricordando sempre, però, con una punta di rammarico le 2 finali perse delle 10 finora disputate in 39 edizioni di un torneo partito nel lontano 1969.
La sportività e l’attaccamento a questa squadra è una realtà ben radicata grazie alla passione per il calcio che unisce tante famiglie orgogliose dei colori di questa maglia. Il primo colore fu il semplice bianco, ossia la vecchia maglietta di lana dei tempi lontani che le mamme abilmente trasformarono in muta cucendo sulla schiena un numero rosso. La maglia lega 40 anni di vita paesana che “ Il Capitano” fa emergere dal suo personale glorioso cassetto:
L'organizzazione ormai è un ingranaggio ben oleato, in prossimità del torneo, messa a punto la rosa dei giocatori (quasi sempre quelli da anni nonostante i numerosi acciacchi) con il benestare di Franco, due volte a settimana ci si incontra in Tabine ritiro ufficiale della squadra, dove con “sommo (dis)piacere” di Maria cominciano gli allenamenti nello spiazzo accanto all'orto che vede sistematicamente andare kappaò buona parte dei suoi ortaggi. La preparazione, tutt'altro che seria, fatta di partitine, risate e ruzzoloni finisce per coinvolgere anche coloro che si trovano lì per puro caso... magari solo per bere un aperitivo al Kiosco di Matteo, tappa fissa prima del rientro a casa.
-Capitano, tra le finali disputate sicuramente la prima ha un valore più forte
<<Senza dubbio, il primo torneo vinto nel 1994 è quello più importante. Siamo riusciti a compiere l'impresa. Fino a quel momento nessuno di Villuzza c'era ancora riuscito, anche se molte volte c'erano andati vicini...“gli eterni secondi” appunto! Poi abbiamo vinto anche nel 95 e nel 97, aggiudicandoci così il primo trofeo della nostra storia>>.
-Sono tutte partite disputate nel vecchio Molinaro, nostalgia?
<< Era bello giocare nel “campo vecchio”, quel posto è stato teatro di tante “battaglie calcistiche”. Il “ Molinaro” si prestava benissimo a ospitare le nostre imprese e prima quelle dei nostri eroi. Il manto erboso era una chimera e bastavano poche gocce di pioggia per renderlo fangoso, tanto da trasformarsi spesso in un’arena di feroci leoni, sudici ma comunque lealissimi a contendersi un pallone tra le urla e gli incitamenti degli incontenibili tifosi >>.
-E la finale più emozionante quale è stata?
<< Nel 2005! Il torneo era articolato in 2 gironi da una parte Villuzza Muris e Ca' Farra. San Pietro, Pignano e San Giacomo dall'altra. La prima partita contro il Muris venivamo rullati per 4-1, zitti e a casa... (anzi in Tabine). Poi abbiamo battuto il Ca' Farra e ci siamo ritrovati secondi nel girone, quindi abbiamo sconfitto in semifinale il Pignano (ai rigori). Finale Muris vs Villuzza. A Muris facevano già festa (eh eh eh). Ce la siamo giocata sapendo che in fondo non avevamo nulla da perdere. Alla fine del primo tempo vincevamo 1 a 0. Nel secondo tempo dopo 5 minuti eravamo 2 a 1 per loro. Alla fine come è accaduto in (quasi) tutte le nostre finali ci abbiamo messo il cuore, abbiamo pareggiato e poi incredibilmente è arrivato il gol del 3 a 2... fantastico! Quella notte non ce la dimenticheremo mai.>>
-“Il Capitano” ora è un fiume in piena e non esita a lasciarsi andare a un legittimo autoincensamento. Concediamoglielo:
<<Siamo un bel gruppo, da quella partita in noi qualcosa è cambiato... la squadra non è più formata solo da bravi calciatori, ma da uomini di cui io sono con orgoglio il capitano. Abbiamo capito che il gruppo è fondamentale, non ci interessano i fenomeni e non ci interessa avere una squadra costruita a tavolino con l'unico intento di vincere a tutti i costi. Siamo gruppo, squadra, amici, famiglia. E' un legame che unisce una quindicina di ragazzi dai 15 a 44 anni prima di tutto fuori dal campo. Siamo molti di più quando a noi si uniscono figli, mogli,morose, genitori e amici. Non male vero? Possiamo vantarci di aver sfatato il mito degli eterni secondi e di aver vinto tornei importanti, come l’ultimo disputato nel campo vecchio (il centralissimo “Molinaro”) nel 2005 e il primo nel nuovo Polisportivo nel 2006. Soprattutto di averne vinti 5 tutti di fila.Il caso poi, ha voluto che Mirko Daffarra (che abita a Villuzza) da quando è diventato Sindaco di Ragogna la coppa del primo classificato l'abbia sempre consegnata al Villuzza. Sono sicuro che ne è orgoglioso anche se la sua posizione gli impone una certa diplomazia>>.
-Anche se lo scorso anno col Pignano, Mi pare ci siano state non poche polemiche.
<< Lo scorso anno mentre si giocava la finale, saltò l’impianto di illuminazione del Polisportivo, un blackout causato dal classico temporale estivo (non lo dica a nessuno, siamo stati noi, Vanone il nostro allenatore fa l'elettricista). Buio totale e partita sospesa alla mezz'ora del secondo tempo con i “nostri amici” di Pignano in vantaggio per 2-1 (devo ammettere che ce la stavamo vedendo brutta, anche se ero fiducioso). In attesa che si ristabilissero le cose già si cercava di fissare la data dell'eventuale recupero però senza accordi. Due giorni dopo, riunione congiunta per stabilire la data del fantomatico recupero, noi volevamo farla slittare di una settimana (altrimenti avremmo giocato in otto), il Pignano proponeva di rigiocarla il sabato successivo. Conclusione: nessun accordo. Poi una proposta, il sorteggio che ci arrise (siamo fortunati). La riunione è conclusa. Tutto ok? Magari!!! Nell'indomani ripensamento dei pignanesi; per loro un’altra finale non si doveva fare se non nella data che loro avevano proposto. Riunione plenaria con tutti i rappresentanti delle cinque squadre con “verdetto” condiviso da tutti: vittoria del Torneo a noi, sempre vincenti, e Trofeo Comune di Ragogna al Pignano (contenti loro contenti tutti). Questa diventerà una di quelle avventure che tra qualche anno racconteremo ai nipotini, come quella volta in Val di Preone...>>
-Cosa successe in Val di Preone?
<< Negli anni settanta, la squadra alla vigilia dell'ennesima finale andò addirittura in ritiro in Val di Preone. I nostri padri sono partiti in corriera tutti in pompa magna con tuta e materiale vario, tanto che i valligiani li scambiarono per giocatori professionisti. Qualcuno ci cadde e domandò pure l’autografo. La giornata di allenamento si trasformò invece inevitabilmente in bagordi enogastronomici (soprattutto eno) e come voleva la tradizione nella finale della sera il San Pietro li mandò a casa tutti con un 7-1 sul groppone, una partita “ spettacolo” Ricordata ancora oggi da tutti i protagonisti. Anche questo è essere del Villuzza >>.
-Qual'è dunque, caro Capitano, l'ingrediente segreto che vi ha portato a vincere ben 5 tornei di fila (un record mai raggiunto in precedenza n.d.r.) ?
<< Giochiamo e basta senza dover dimostrare nulla e senza niente da perdere, non siamo campioni, siamo amici e sul campo lo dimostriamo. Ovviamente quando c'è da giocare noi ce la giochiamo fino in fondo, senza regalare niente a nessuno. Stefano, il nostro portiere,dopo le prime partite con noi, una sera a cena mi disse, “è strano, prima di entrare in campo sembrate tutti scazzati, vi fate dispetti, vi prendete in giro, poi quando si scende in campo si sente l'atmosfera che cambia, tutti si impegnano senza tirarsi indietro... e i risultati parlano da soli >>.
-Villuzza non è solo festa delle torte, ma anche sport, aggregazione, unione... tradizione
<< Certo, il succo del successo sta proprio qui. Mi piace pensare che i nostri figli giochino insieme a noi, mi piace pensare di consegnare,un giorno, la fascia di capitano ad uno di loro, perchè la nostra avventura deve comunque andare avanti. A Villuzza negli ultimi anni sono nati 15 maschietti, alcuni di loro sicuramente indosseranno le nostre maglie. Mi piace pensare che Nicola (promessa della Manzanese Juniores) che quest’estate ha giocato a fianco di papà Luca diventi il loro capitano e che insieme condividano quelle gioie, ma anche le delusioni che noi abbiamo provato, perchè, il successo premia, ma le delusioni fanno diventare grandi e alla fine anche questa è vita >>.
-Chiusura…
<<Non ho volutamente citato nomi, però sulle foto che vi ho dato e che pubblicherete vedrete alcune persone che non ci sono più, ricordo con grande affetto il Lalo e Calza persone che rimangono nel nostro cuore per tanti motivi. Con il loro grande cuore facevano sentire la loro presenza, ma ancora di più abbiamo sofferto la loro mancanza, ci incitavano e ci facevano sentire importanti anche se eravamo alle prime armi. Il ricordo va a loro perchè i valori che ci hanno trasmesso allora sono stati ispirazione per la loro dedizione, della nostra generazione. La nostra speranza è di trasmetterla con la stessa energia e in maniera genuina ai futuri giocatori del Villuzza. Lalo, Calza questi 5 tornei sono anche vostri...>>
L’ALBO DORO DEL TORNEO DELLE FRAZIONI
MURIS e SAN GIACOMO 10 titoli
VILLUZZA 8
PIGNANO 5
SAN PIETRO 5
CA’ FARRA 0

VILLUZZA CALCIO 1
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