di
Dino Temil
Da
Muris al Canada, con una valigia in mano, tanta buona volontà
sulle spalle e il giusto spirito imprenditoriale nella testa. E quei
figli di contadini, costretti a scappare dalla miseria friulana nel
primo dopoguerra, sfruttando le loro doti innate e rimboccandosi le
maniche, sono riusciti, a poco a poco, a "fare fortuna",
una definizione, a dire il vero, che non rende loro l'effettivo merito,
perché nella grande avventura di Mario e Arrigo Collavino,
la fortuna centra ben poco. Il Canada nel presente, Muris nel passato,
ma anche nel futuro, perché, come hanno risposto all'unisono
quando all'inizio di dicembre, sono rientrati nella Piccola Patria,
ospiti di una famiglia di Ragogna per ricevere una medaglia d'oro
dalla Camera di Commercio di Udine: "Il nostro sogno ? Tornare
a Muris, chissà se il Signore esaudirà il nostro desiderio".
Parole che bastano a delineare i due ex ragazzi emigrati verso l'America:
il loro carattere è cementato dalla fede e dall'amore per le
proprie radici, manifestato, quest'ultimo, nelle mille occasioni in
cui hanno aperto con estrema discrezione il loro portafoglio per una
donazione, come quelle per la chiesa o a favore del gruppo Alpini,
beneficiati di un appezzamento di terreno da 4mila metri contiguo
alla "Baita" in cima al Monte di Ragogna. Capaci di costruire
opere titaniche (l'ultima commessa, arrivata in "diretta"
mentre erano alla festa in paese, è per la realizzazione della
prima torre del World Trade Center di New York ) e contemporaneamente
di commuoversi per l'attestato e l'affetto spontanei dei loro compaesani
dimostrato nel ricevimento in municipio e far suonare a festa le campane
solo per loro l'8 dicembre. Sono rimasti quelli che i coetanei di
Ragogna ricordano.
Era il 1950 quando il figlio maggiore di Amalia e Nicolò Collavino,
agricoltori di Muris, Valentino (lo chiamano Arrigo, in Canada semplicemente
Rigo), classe 1926, si accoda al flusso migratorio, con i pochi spiccioli
racimolati qua e là come manovale, ma in particolare a Bassano
del Grappa, una tappa importante della sua vita: partecipa alla costruzione
del "Ponte dei baci" e incontra l'amore. Si imbarca a Genova
e sbarca prima in Nuova Scozia, poi arriva a Windsor nell'Ontario.
Qui , 2 anni dopo, lo raggiunge Mario,classe 1932,anche lui in cerca
di un futuro migliore. Prestano le proprie braccia all'edilizia e
come taglialegna nelle grandi foreste canadesi, mettono da parte i
primi dollari e, nel 1956, azzardano il grande passo, fondando una
piccola impresa di costruzione con 8 operai che, come primo "appalto",
ottiene la realizzazione di un marciapiede di ciottolato. Con le loro
mani diventa un autentico "mosaico" che colpisce i canadesi
e li rende noti facendo piovere le commesse. Lavorando duramente e
con estrema abilità l'impresa cresce pian piano fino a diventare
un autentico colosso e una delle più quotate del Canada. "In
mezzo secolo - raccontano - con un po' di fortuna e con tanto lavoro
duro la nostra compagnia ha conosciuto periodi di gloria alternati
ad altri di difficoltà. Abbiamo operato non solo nella nostra
terra d'adozione, ma anche all'estero, negli Usa, in diverse nazioni
Africane e Asiatiche impegnando da un minimo di 100 fino a un migliaio
di dipendenti, in base a quanto richiedevano le necessità.
La ditta ha sempre cercato di restare al passo con i tempi, evolvendosi
per soddisfare le necessità del mercato, trasformandosi in
Compagnia di produzione di prefabbricati in cemento armato precompresso".
All'inizio degli anni '90 decidono che è arrivato il momento
di percorrere strade diverse, sempre nel campo delle grandi opere
edilizie: "Io - spiega Arrigo - ho continuato la mia attività
nel campo dei prefabbricati , Mario nelle classiche costruzioni rifinite.
L'industria di Arrigo, leader nel campo dei prefabbricati in Nordamerica,
è la "Prestressed Systems Inc.". Fondata nel 1975,
40 dipendenti fissi, usa metodi e tecniche d'avanguardia, per la produzione
in cemento armato di colonne, travi, solai, muri impiegati nella costruzione
di areoporti, ponti, centrali elettriche, ospedali, palazzi, stadi,
con un volume di produzione di circa 300mila metri quadrati annui,
destinati a un mercato con un raggio di circa 1000 chilometri dallo
stabilimento di Windsor. Verso la fine degli anni '90 la compagnia
conosce un'ulteriore espansione aprendo un nuovo stabilimento a Cincinnati,
nell' Ohio, affidato alla direzione del figlio Loris, attuale presidente
della Prestressed Systems Inc. "Ora ho 80 anni - spiega Arrigo
- e grazie a Dio portati bene; sono ancora indipendente e attivo accanto
a mia moglie Anna da cui ho avuto tre figli, Sonia, Loris e Roy, che
a loro volta mi hanno reso nonno una mezza dozzina di volte. Da più
di 16 anni ho passato le redini della Compagnia ai figli e sono contento
e felice vederli progredire nella direzione dell'azienda che mai avrei
pensato di vedere così grande quando partii da Muris, Ma soprattutto
sono orgoglioso di constatare che perseverano nei validi valori di
famiglia basata sul lavoro duro, onestà e integrità.
Ora spendo molto del mio tempo con i figli e soprattutto con i nipoti
cercando sempre di tramandare questi valori, che sono tipici della
friulanità".
E questo suo ultimo tentativo di trasmettere l'amore verso il Friuli
ha sortito gli effetti voluto: "Credo di vedere i primi risultati
in mio nipote Michele che nel periodo estivo ha avuto l'occasione
di partecipare a un torneo calcistico di partite amichevoli con squadre
di giovanissimi giocatori in diverse località italiane. Questa
sua breve esperienza ha avuto un impatto notevole sul ragazzo e ora
sta cercando i modi di proseguire gli studi all'Università
di Udine, per poter approfondire ulteriormente le sue origini. Quelle
origini di cui ha sentito parlare tantissime volte da me".
Avevamo lasciato Mario all'inizio degli anni '90, quando, di comune
accordo, i 2 fratelli prendono strade professionali diverse. E il
minore, che già nell'avventura in comune aveva messo a buon
frutto gli studi di disegno e architettura seguiti a San Daniele e
interrotti dalla guerra, rileva di fatto la Collavino International
Contractors affermata in Stati Uniti, Egitto, Sri Lanka, Jemen, Kenia
Camerun, solo per fare alcuni esempi. Ora si chiama , Renaissance
Frecast Industries, la sede è a Tecumseeh (nell'Ontario) con
200 dipendenti fissi. Al vertice c'è ancora lui con i 4 figli.
I figli, già
anche per Mario, come per Arrigo, la grande
eredità di sangue e di valori tramandata da Amalia e Nicolò,
resta la famiglia, intesa come colonna portante della vita. Con Maria,
originaria di Casalvieri in provincia di Frosinone, incontrata proprio
a Windsor e con i 4 figli (Renzo, Lora, Cynthia e Paolo, tutti laureati)
Mario Collavino ha sempre condiviso un intenso cammino di fede, impegnandosi
in molteplici attività nella propria parrocchia. Una famiglia
cresciuta all'insegna dell'amore e del rispetto, quegli stessi principi
morali che formano il substrato di ogni vero friulano e che, sicuramente,
verrà trasmesso ai nipoti, assieme al legame con la patria,
che Mario ha sempre nel cuore: "L'Italia ha saputo risollevarsi
molto bene dopo la guerra, diventando una potenza mondiale nella trasformazione
delle materie prime. In più ha una carta di cui poche nazioni
dispongono: le potenzialità turistiche. Deve tutelare questo
patrimonio di bellezze artistiche e naturali in ogni forma e il suo
progresso continuerà senza sosta anche su questo versante.
Deve poi agevolare e sostenere le Idee degli uomini in ogni settore
e non soffocarle con i legacci burocratici". Parole che, pronunciate
da chi con grande capacità imprenditoriale e enorme valore
etico, ha saputo imporsi nel mondo, devono far riflettere tutti.

Primo piano per i fratelli Arrigo e Mario Collavino

Costruzioni firmate Collavino (CEO)

Lo stadio per l'hokey di Windsor che
sarà ultimato per il 2008 sarà opera delle imprese Collavino