MASSIMO GIACOMINI INTERVIENE SULLA RISSA ACCADUTA DOMENICA SCORSA AL TERMINE DELL'INCONTRO DI CALCIO TRA GLI ALLIEVI DI TRICESIMO E PAGNACCO SUL CAMPO DI MELS DI COLLOREDO DI M.A.

Il Friuli non è l'oasi felice e al di sopra di ogni sospetto che tutti pensano. Ne è fermamente convinto Massimo Giacomini, vicepresidente del Settore giovanile scolastico della Figc e profondo conoscitore del mondo del calcio per i suoi trascorsi da giocatore e allenatore. "Sono molto amareggiato spiega, intervenendo nel dibattito sulla triste vicenda della partita tra gli Allievi del Pagnacco e del Tricesimo terminata in rissa Purtroppo, gli insulti ai bambini di colore non sono episodi rari, ma fatti incresciosi che si ripetono ciclicamente. Le offese verbali sono già terribili, ma gli episodi di domenica, sconfinati in aggressioni fisiche, sono ancora più gravi".
"Tutto ciò è inaccettabile. E' vero che i casi negativi sono percentualmente pochi. Tuttavia, il nostro desiderio è eliminarli del tutto: forse è utopistico ma continueremo a insistere aggiunge Giacomini, lasciando trasparire indignazione ma senza colpevolizzare i ragazzi I bambini già a 8-10 anni vengono spinti alla vittoria, costi quel che costi. Ogni domenica la pressione è molto forte, al punto che non riuscendo a dominarla compiono gesti inconsulti. È più fortunato chi gioca a rugby perché può passare una serena domenica di sport".Insiste molto, Giacomini, sull'impegno del settore giovanile della Figc con il Comitato Fair Play. "Vogliamo formarli tecnicamente e tatticamente ma, prima di tutto, moralmente. Perché questa è la vera chiave del successo prosegue Le regole scritte ci sono da anni, come la convenzione Unesco di Nizza 2001 o l'obbligo di stringersi la mano e salutare il pubblico a fine partita. Il problema è farle rispettare perché possiamo solo richiamare le società, ma non sanzionarle".Giacomini torna anche sulla vicenda contingente, condividendo l'idea di amministrazione comunale e Ac Pagnacco di organizzare un'amichevole, dubitando invece sull'opportunità di giocare a porte chiuse. "Non è una questione di ordine pubblico: ci sono menti malate in mezzo a noi e dobbiamo isolarle, continuando a vedere le partite conclude Buona invece l'idea di rasserenare gli animi dei ragazzi con un giorno di festa. Non credo siano contenti di quanto accaduto, penso si siano lasciati trascinare in qualcosa più grande di loro, aizzati in modo sconsiderato da qualche screanzato. Bisogna dare loro un'altra possibilità".
Elena Viotto
dal Gazzettino 28/02/'07