AL MESSAGGERO VENETO - UDINE
PAGINA- LETTERE AL DIRETTORE



RAGOGNA,18 aprile 2007


Leggo con dispiacere nel M.V. di domenica 15 Aprile, le preoccupate considerazioni del signor Nicola Tomasin riguardo il paesaggio friulano che lui, emigrato da molti anni all'estero, vorrebbe fosse rimasto come ai tempi di quando partì dalla terra natia.
Mi permetto di rispondere alla sua lettera perché tra gli esempi negativi da lui citati, figura anche Ragogna, Comune in cui mi onoro di essere l'attuale Sindaco.
E' proprio vero una volta di più che l'eccezione conferma la regola: sono Sindaco da tre anni ed in questo periodo ho potuto parlare con decine e decine di persone che per la prima volta venivano in visita al mio Comune e tutte si sono complimentate, meravigliandosi per le bellezze del luogo, per la cura con cui viene tenuto l'ambiente, per i grandi polmoni verdi di cui è dotato, per i paesaggi stupendi e mozzafiato che offre al turista, per la tranquillità in cui si può immergere, per un'edilizia abitativa il più possibile a misura d'uomo, per le tante case che conservano ancora l'aspetto del vecchio paese contadino. Certo è che il terremoto del 1976 distruggendo o lesionando gran parte del patrimonio edilizio sia privato che pubblico, ha comportato nella successiva ricostruzione realizzata a tempo di record, delle variazioni costruttive non sempre inserite in modo omogeneo nel tessuto ambientale esistente. Ma nel complesso possiamo senza ombre di dubbio affermare che qui non ci sono stati scempi, qui non si sono costruiti centri commerciali, qui non ci sono state colate di cemento indiscriminate, qui il gusto del bello e dell'armonioso è rimasto. Certo non tutto può essere controllato e codificato al momento della stesura dei Piani Regolatori e delle relative Varianti: è il caso citato dal signor Tomasin, della casa sovrastante la chiesetta di campagna, casa costruita peraltro nel pieno rispetto di un Piano Regolatore vigente che è stato approvato nel 2002 dalla precedente Amministrazione comunale. Casa progettata non propriamente nello stile "ragognese", ed a tal proposito più volte mi è venuto in mente la possibilità di costituire nel nostro Comune l'analogo di quello che rappresentava un tempo la vecchia "Commissione sull'ornato" che doveva dare dei pareri sullo stile e sulla tipologia delle costruzioni che si volevano costruire. Questo caso potrebbe accelerare senz'altro dei provvedimenti in tal senso tali da frenare le fantasie di proprietari e progettisti in campo edilizio. Ma che questo esempio possa venire citato per screditare tutto quanto di piacevole e di bello esiste a Ragogna, non solo non l'accetto, ma lo respingo fermamente, rivendicando a Ragogna la patente di un paese unico nel suo genere, con un Monte incontaminato da cui si può ammirare la pianura friulana da un lato e lo stupendo letto del Tagliamento dall'altro, con un Lago di origine morenica unico rimasto in Friuli in cui si può trovare ancora la castagna d'acqua, con il fiume Tagliamento che scorre nella parte più bella, naturale e suggestiva di tutto il suo percorso e che Ragogna in prima fila da 8 anni sta difendendo contro la minaccia delle casse d'espansione, con un Castello e l'annessa Pieve risalenti agli anni mille che sono stati ricostruiti e che sono un vero gioiello, con un importante Museo archeo-naturalistoco ed uno storico relativo alla Grande Guerra, con un centro culturale di tutto rispetto, con un centro studi completo che ci viene invidiato , con un centro sportivo immerso nel verde, con una zona industriale di prossima realizzazione che non intaccherà minimamente la vocazione ambientale di Ragogna, con la certificazione ambientale ISO 14001 conseguita nel 2004 e prossimamente EMAS, con boschi, colline e sentieri capaci di rigenerare il corpo e lo spirito di chiunque.. Spiace che il signor Tomasin abbia colto un aspetto negativo del nostro territorio, ma questo mi da lo spunto per invitarlo a Ragogna per fargli vedere ed assaporare tutte quelle cose che evidentemente non ha visto o che forse per la delusione di non ritrovare i luoghi del passato, non ha voluto o potuto vedere.
Comunque grazie signor Tomasin, perchè anche dalle critiche negative si può ricavare positività ed io dalla sua lettera ho ricevuto uno stimolo in più per fare di più e meglio nel restante mandato di Sindaco.


Mirco Daffarra
Sindaco di Ragogna