Il 20 febbraio scorso c’è stata la seconda udienza del Tribunale Superiore delle Acque di Roma, convocata per discutere il ricorso dei Comuni di Dignano, Pinzano, Ragogna, San Daniele e Spilimbergo, contro la Delibera della Giunta Regionale 1306 del 1 giugno 2007 che approvava il Progetto preliminare delle Casse d’espansione sul Tagliamento. Dopo l’udienza del 5 dicembre in cui la Regione FVG ha presentato un nutrito e consistente fascicolo contenente le controdeduzioni al ricorso, i 5 Comuni hanno depositato ulteriori elementi a supporto del loro ricorso ed alcune contro deduzioni a quelle formulate dall’Ente Regionale. In tale udienza il Tribunale ha autorizzato i ricorrenti a chiamare in causa anche il Comune di La tisana, visto che uno dei motivi di contestazione della Regione era appunto la mancata citazione di questo Comune. Il Tribunale ha aggiornato il dibattimento al 18 giugno 2008.
E’ iniziato così l’iter delle carte bollate tra la Regione FVG ed i 5 Comuni che non vogliono le casse d’espansione. << Avevamo sperato che il problema “casse” si potesse risolvere con il buonsenso che suggeriva non lo scontro frontale, muro contro muro, che potrà portare solo a ritardi, dilazioni, divisioni, scontri, ma non certo ad una via breve per scongiurare le esondazioni nella bassa friulana. Avevamo auspicato e suggerito- continua Mirco Daffarra capo storico dell’opposizione alle casse d’espansione sul Tagliamento- che la Regione convocasse un tavolo tecnico per valutare ed esaminare tutte le possibili alternative ad un progetto “casse” ormai osteggiato e non condiviso dalla quasi totalità dei soggetti coinvolti nella problematica. Come del resto già prevede la direttiva comunitaria Habitat 92/43 per i siti riconosciuti SIC. Soprattutto dopo che il Consorzio di ditte che si era aggiudicato l’appalto-concorso si era sciolto e la ditta capofila aveva rinunciato a chiedere alcun tipo di danno o risarcimento per ritardo e/o mancato affidamento dei lavori. Invece non è stato così: la Regione nonostante tutti i “no” fino ad ora incassati, non intende demordere e va avanti per la sua strada pur riconoscendo che è un percorso difficile, pieno di insidie e soprattutto sapendo che sarà difficile arrivare alla conclusione dell’iter che dovrebbe portare all’eventuale appalto dei lavori. E’ pur vero che in data 21/12/2007 la Regione ha firmato un protocollo d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui si chiede la riconferma o meno del Piano Stralcio contenente le Casse, approvato con il DPCM del 28/8/2000; ma non era più corretto invece, alla luce di tutte le problematiche che si sono presentate, chiedere direttamente al Governo la revoca di tale Decreto con conseguente modifica di detto Piano Stralcio? Non vorrei che questo atto aggiuntivo al Protocollo d’intesa non fosse altro che funzionale alle prossime elezioni Regionali. Dobbiamo aspettarci infatti che in prossimità di questo importante appuntamento elettorale, in tanti scenderanno in campo per dimostrarsi solidali con chi da anni ed ogni giorno è in prima linea per la difesa del nostro territorio, anche se in questi ultimi 5 anni raramente si sono impegnati in nostro aiuto.
Dico, sin da subito, che qualsiasi sia l’esito elettorale, i Sindaci chiederanno un urgente incontro con il Ministro dell’Ambiente, quello dei Lavori Pubblici e con il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore regionale all’Ambiente per ribadire le loro proteste e proposte per la soluzione del problema esondazioni del Tagliamento nella bassa friulana.
Un altro importante avvenimento a favore degli oppositori alle casse è successo il 20/12/2007, quando il Consiglio Regionale per un solo voto di scarto ha approvato un ordine del giorno promosso dalla Lega e che impegnava la Giunta regionale a bloccare l’iter per la realizzazione delle casse d’espansione sul Tagliamento.
Sapremo presto se questo voto guardava alle prossime elezioni regionali oppure era veramente sentito.
Di certo è che noi Sindaci e la nostra gente tutta, indipendentemente da qualsiasi colore politico in cui ci si riconosce, continueremo uniti e con nuove energie a combattere contro la distruzione del Tagliamento e del nostro stupendo territorio, pur essendo disponibili a ricercare assieme e valutare serenamente ed attentamente le alternative ambientalmente sostenibili che ormai sono sposate con successo in tutta Europa >>.