SERGJO DI BACO: INAMORÂT DE SÔ RUVIGNE .
SERGIO DE CECCO : INNAMORATO DELLA SUA RAGOGNA .
di Dino Temil
Una mamma che scriveva la corrispondenza delle donne analfabete di Ragogna, centinaia di lettere inviate ai mariti emigranti o in armi e un padre narratore di storie dalla brillante verve umoristica. Con due genitori così, Sergio De Cecco non poteva che diventare un personaggio fuori dal comune, come il papà, che rallegrava i compaesani e come la mamma che invece custodiva, essendone partecipe attraverso gli scritti, tutte le gioie e i dolori di diverse famiglie.
E lui, classe 1925, è diventato giocoforza una persona pubblica forgiando la propria cultura prima nella famiglia e poi nella “gloriosa università professionale di San Daniele del Friuli” come lui la definisce.
Una cultura e una proprietà di linguaggio che esibisce in tutte le cerimonie, in tutte le manifestazioni, dove lo troviamo presente accanto alla bandiera, pronto ad estrarre dalla tasca il testo scritto del suo discorso. Oltre alle parole, Sergio non ha mai fatto mancare i fatti. E’ stato un leader del sociale, tanto da ricevere l’attestato di Cavaliere: fondatore della sezione dei donatori di sangue di Ragogna (1973), e socio fondatore della Pro Loco. Amministratore comunale per moltissimi anni dal 1951. All´epoca era il più giovane consigliere seduto alla massima assise cittadina. Sempre attento ai problemi della nostra comunità, pronto all´ascolto e mosso da sincero amore per Ragogna e la lingua friulana. Ha suscitato in tutti , tra cui chi vi scrive, riverenza e rispetto per la sua persona e grande entusiasmo per gli argomenti trattati. Lettore instancabile dai molteplici interessi e articolista per varie riviste. Al contempo un lavoratore operoso e volenteroso. Il friulano di un tempo: la famiglia, il lavoro, la chiesa. E poi, il tesoro di Sergio, il grande tesoro di Sergio, come ben dice il prof. Giovanni Mauro : la memoria. Una memoria “adamantina", trasparente, pronta, precisa, una memoria salda, vivace, brillante. Sergio De Cecco è una sentinella fedele della memoria storica della nostra comunità.
Dalla consapevolezza che soltanto ciò che è scritto, rimane, prende corpo il suo lavoro : il "Messedot", grande opera di recupero delle radici storiche e culturali del nostro paese. Un paese senza radici è destinato a morire: se noi non conosciamo il nostro passato, la nostra storia, non possiamo comprendere il presente e tantomeno determinare il futuro. Il tutto non scollegato da una forte conoscenza del territorio comunale. L’ho incontrato, ponendoli alcune domande: ecco quello che ne è uscito .
Cosa significa per lei essere Friulano?
<< Per me essere friulano è di più e di diverso di italiano. Di più perché legato alla mia terra, perché la mia storia e l´ambiente nel quale ho vissuto è il Friuli, con questo dico che amo anche l´Italia >>.
La nostra montagna che cosa le evoca?
<< La montagna friulana è qualcosa di meraviglioso,un anfiteatro che comincia grossomodo da Sacile e finisce a Gorizia. Si tratta delle Prealpi Carniche e Giulie che hanno fatto parte del mio "panorama" . E direi di più, d´inverno quando avvenivano delle nevicate creavano uno scenario splendido ,diverso e irripetibile ogni volta>>.
Sergio si lascia prendere dall’emozione quando ricorda esperienze personali della sua ormai lontana gioventù.
<< Inoltre sono legato alla montagna perché in montagna ho combattuto la mia guerra o parte di essa. La mia guerra lo fatta sui monti dell´Arzino; sono stato coinvolto nel grande "rastrellamento" del 27 novembre 1944 e la fortuna ha voluto che ne uscissi bene. Ho in seguito frequentato la montagna carnica in lungo e in largo conoscendo gente di alti valori morali che attraverso questo giornale desidero salutare con rispetto e con il cuore >>.
Come è nata la scintilla dell´AFDS ?
<< La scintilla è nata a seguito di un contatto avuto con il caro amico Giovanni Prolongo già cittadino di Ragogna, il quale mi aveva parlato delle donazioni di sangue che cominciavano a muovere i primi passi nel lontano 1954 e mi chiese di aderire alla sezione di San Daniele agli albori. Io accettai diventando a tutti gli effetti donatore. Il dono del sangue oltre a una forma di altruismo è la più grande delle carità come l´ho sempre definita. Non è come si usa dire un dovere sociale, per me è una carità, fatta con coscienza e profondo senso di responsabilità >>.
Cosa ci può dire dei controlli?
<< Per quanto riguarda gli esami e i controlli del sangue , man mano che le nostre Associazioni avevano sempre più aderenti (che dopo il 1958 sono passate dall´A.V.I.S. alla A.F.D.S. ,e come è noto c´è stata da poco la grande festa per il 50° a Pasian di Prato) sono cresciute anche le attrezzature sanitarie, le tecnologie per il prelievo e con esse i controlli. Io sono di quei donatori che hanno fatto anche le donazioni braccio a braccio, che oggi non si fanno più, ma sono servite, eccome . I maggiori controlli , però sono cominciati con gli anni ´80 per poi continuamente progredire anche per la comparsa di malattie come l´aids, l’epatite , malattie del fegato e purtroppo altre .
Dirò di più: noi di Ragogna dopo aver istituito la sezione nella primavera del 1973 , abbiamo chiesto subito l´emoteca provinciale e quando arrivava era una festa per tutti. Si andava a donare il sangue , normalmente si facevano 60-70 donazioni , ma siamo arrivati anche a 90 esaurendo i flaconi, e questo anche per avere un monitoraggio immediato della propria salute. Desidero poi dire che subito dopo il terremoto del 1976 l´intervento dei donatori ragognesi, un centinaio allora, è stato esemplare:già alle prime luci dell´alba tragica del 7 maggio erano pronti per offrire il sangue in uno stato di totale emergenza per il susseguirsi continuo di arrivi di feriti. E´ stato commovente >>.
Cosa augura alla A.F.D.S. di Ragogna?
<< C’è solo da augurare che abbia sempre un presidente valido e operoso, come ritengo di essere stato modestamente io, come ritengo quello attuale e che sempre un maggior numero di giovani scopra il grande valore del dono del sangue >>.
Mi conceda una domanda provocatoria: non ha mai pensato che dietro questa organizzazione benefica ci siano degli interessi, magari pecuniari?
<< No, no , questo assolutamente no. No, no: qui è puro volontariato, nessuno ha intascato soldi di nessun genere. Lo scriva in grande. Di recente sono stati attribuiti dei rimborsi viaggio che i nostri donatori versano alla sezione per poter andare avanti >> .
Scuola, libri , dépliant, lei è un autodidatta. Come ha iniziato a scrivere?
<< Devo innanzitutto dire che l’allora scuola professionale di San Daniele ( 1936,´37,´38,´39) è stata per me di grande aiuto, dove ho avuto due docenti veramente capaci e bravi come il prof. Berti e il Prof .Pascotto. In particolare il primo che ci ha fatto sudare lacrime di sangue a scuola; Un giorno ci ha detto, coloro di voi che a fine anno avranno la sufficienza , vi garantisco che possono affrontare la lingua italiana tranquillamente. Una frase che ho fatto mia che mi ha dato stimolo e forza per riuscire nell´impresa scolastica. Poi io sono innamorato della mia terra, della mia lingua ,delle cose locali conosco diversi fatti, ho la fortuna di avere ancora una buona memoria su fatti e accadimenti paesani e limitrofi anche lontani nel tempo, e quando il lavoro non mi assillava più ho pensato di iniziare a scrivere, non tanto per scrivere, ma per ricordare a me principalmente ed eventualmente alla mia discendenza i fatti successi a Ragogna e dintorni . Cose da poco, ma significative che in friulano si dicono ”Fufignes”. E da lì sono partito e per fare questo, mi è costato parecchio, perché riesco a scrivere esclusivamente se sono solo e possibilmente di mattina. Mi alzavo anche alle quattro e scrivevo aneddoti ai più sconosciuti fino alle sei poi smettevo. Mi sento appagato , non tanto perché, anche grazie a vari Enti , in primis il Comune, qualche cosa è stato pubblicato e dunque di dominio pubblico, ma per me stesso. Ai miei sei nipoti ha dato loro una copia dei miei scritti che appartengono a una specie di collana in tre sezioni chiamata "Messedot", (Un po´ di tutto) .Ho scritto nel friulano di Ragogna, perché è giusto che ognuno si esprima con la sua madrelingua con tutte le sue minime e molteplici sfaccettature e credo che nel friulano, il nostro sia uno dei migliori .Questo in barba a tutti i professori che hanno inventato il “ nuovo “ friulano. Oltre al "Messedot" ci sono altri scritti come Il ricordo della resistenza sempre in Marilenghe , Memorie storiche di Ragogna, Andar per chiese nell´antica Ragogna, Ragogna: breve storia del castello, Surumie, Fortificazioni Autro-Ungariche a Ragogna e altri ancora . Ho scritto anche in italiano per varie riviste, in particolare per La Panarie e il tutto e depositato presso la Biblioteca Comunale “Luca Petris” di Ragogna >>.
Pre Licinio Canciani ha lasciato un segno nella comunità dopo ben 58 anni di sacerdozio, un suo ricordo.
<< Io sono cresciuto proprio durante il suo esercizio pastorale, perché mi ha battezzato lui nel 1925, ho fatto il chierichetto per tanti anni, l´ho avuto insegnante a scuola di calligrafia e di canto, poi ho frequentato la filodrammatica da lui istituita. Ancora con lui nell´Azione Cattolica dove ho imparato tanto e dove ho completato la mia formazione in un certo senso e questo mi ha giovato molto nel corso della vita. Durante il suo apostolato a Ragogna, mons. Canciani ha dato tutto se stesso per la costruzione della nostra bella chiesa di San Giacomo , è stato senza dubbio una pietra miliare per la nostra comunità >>.
Come vede Ragogna oggi e cosa vorrebbe per Ragogna ?
<< Ragogna è stato un paese povero, ma i suoi figli sono andati per il mondo onorando il paese. Ora da trent’anni il lavoro lo troviamo anche qui e avendo questa certezza e con essa il benessere, dobbiamo tornare all´antico, nel senso della solidarietà. Vedo che questa agiatezza anche finanziaria ci ha resi individualisti e forse un po’ egoisti e questo non è bene. Mi auguro si possa riscoprire la stessa solidarietà dei tempi quando avevamo tanta miseria >>.
Si dice (specie fuori) che Ragogna sia un paese dormitorio, cosa pensa di ciò?
<< Potrebbe esserci anche un fondamento di verità,in quanto la zona ha le caratteristiche del riposo, del verde, dell´aria pura. Ragogna con le sue bellezze paesaggistiche diversificate ha tutto per il relax. Quindi facciamo nostro questo spot turistico che non trovo negativo >> .
Come vede i giovani di oggi, rispetto a quelli di ieri ?
<< I giovani di oggi hanno un peccato originale, che in friulano si direbbe, "nassûts tal bonbâs", cioè nati nella comodità, e per questo abituati ad avere tutto, lo vogliono subito e non sono mai contenti di niente. Mentre i giovani di una volta conoscevano solo il sacrificio, il desiderio di lavorare e di rendersi utili per la famiglia. Oggi seguono le mode del consumismo esagerato a spese,magari dei genitori >> .
Una visione pessimistica sui giovani d´oggi?
<< Direi di si, salvo eccezioni. >> .
E per finire Sergio ci regala una delle sue tante “spille” .
SIN DI RUVIGNE ( UNE CONTE DI SERGJO DI BACO)
Un timp,nancje tant lontan,pui di cualchi puaret di Ruvigne-specie di Borc- lavin a la caritât pal Friûl, e la int ur domandave: di ce paîs siso, paron? Rispuindevin : Sin di Ruvigne, dulâ che la tanpieste el sut,àn puartât vie dut.
Ere ancje vere.
Par cuintri, sul finî de stagjon, tanc´ di Ruvigne che tornavin das Gjermanies si fermavin in stassion a Glemone a spetâ la carete par vignì jû a cjase.Intant che spetavin, bevint cualchi "dopli" ( doi litros) e , cun su la gale dal cjapièl inpirades sfilses di marcs o corones, (monede gjermaniche e austriache) fasevin un davoi dal gjaul.
A cui ur domandave: di ce paîs siso parons? Talianant, par cjapâ pui inpuartance, batint fuart el pugn sul banc dal "bufèt, rispuindevin : " di Ragogna, qua se volè farla a pugni" Cussì si contave.
35 ANNI DI VOLONTARIATO E DI SOLIDARIETA’ , VANTO DELLA SEZIONE A.F.D.S. DI RAGOGNA
( D.T.) Trentacinque anni, una bella fetta di vita. E infatti c’è chi, tra gli attuali donatori, non era ancora nato in quel lontano 1973 quando l’onda della generosità disinteressata avvolse Ragogna con la fondazione della locale sezione dei donatori di sangue. A fine luglio i soci hanno soffiato sulle 35 candeline nella frazione di San Giacomo: un momento forte che ha rappresentato anche occasione di riflessione sull´importanza del dono, nel corso del quale sono stati premiati i maggiori donatori. Il programma, stilato dal direttivo capitanato dal presidente cav. Dante Ornella, è partito con il ritrovo dei donatori e delle delegazioni coi labari alle 9,30 nella sede in via Farinar, alle 10,15 la formazione del corteo accompagnato dalla banda musicale di Fagagna e la deposizione della corona in omaggio ai caduti; quindi alle 10,30 la messa in friulano celebrata dai tre parroci del comune Don Antonio , Don Luciano e Don Giuseppe con la partecipazione del coro "Egidio Fant" di San Daniele. Al termine dei rituali saluti e ringraziamenti, si sono svolte le premiazioni dei donatori benemeriti della sezione . Poco dopo i rintocchi di mezzogiorno, tutti assieme per il consueto pranzo nel parco comunale, “allestito” anche con l’aiuto dalla locale Pro loco.
La sezione nel 2007 :
450 iscritti (281 maschi e 169 femmine) .Più di 460 donazioni pari a 207,40 litri di sangue.
I premiati alla 35 a festa del dono di Ragogna
18 diplomi di benemerenza :
Alessandro Agostinis,Sonia Buttazzoni,Mario De Monte ,Fabio Del Prete,Morris Flumiani, Dario Forgiarini, Fabiana Gubian, Veronik Birtig Kranabeter, Gianni Mansutti, Francesca Molinari, Nadia De Luca, Mariangela Quai, Glauco Suligoni, Emiliana Thartori, Elena Toniutti, Armando Toso, Domenico Tosoni e Giuseppina Zappa.
1 distintivo d´oro con fronde :Pietro De Cecco.
5 distintivi d´oro: Maurizio Bortoluzzi, Domenico Bront, Lucio Marian, Savino Sivilotti e Debora Bertolissi. 2 distintivi d´argento :Claudia De Monte e Marco Ornella.
11 distintivi di bronzo: Attilio Andreutti, Paola Brezzaro, Daniele Buttazzoni, Daniela De Monte, Cristina Frittaion, Egiziano Paul eric Goyard, Emanuele Lunazzi, Denis Ornella, Paola Piron, Igor Simonitto e Maria Pia Tempestivo.
1 targa con pellicano d´oro: Adriano Zuliani.
Ecco infine le parole di ringraziamento e commiato alla festa del cav. Dante Ornella che vale la pena di riportare.
<< Era il 1998 quando presi "al volo " la presidenza offertami da Sergio. ( cav. Sergio De Cecco n.d.r.) e da subito presi a cuore l´importanza e l´impegno di proseguire nella propaganda del dono. Tutto il direttivo colse con entusiasmo la missione, tanto è vero che assieme abbiamo portato la sezione a raddoppiare gli iscritti. Non posso dimenticare di ringraziare tutti i donatori che periodicamente vanno al centro trasfusionale di San Daniele, tutte le persone che, anche se non donatori, sono sempre pronte a dare una mano alla sezione . Grazie ai sindaci e a tutte le amministrazioni comunali succedutesi , ai parroci di tutto il comune, agli alpini, alle banche BCC e Antonveneta. Concludo con un messaggio ai giovani ragognesi: volete fare un regalo per la vita? Donate il vostro sangue! Vi sentirete degli eroi . Entrate a far parte della famiglia dei donatori, per tenere sempre alti i valori che fanno di Ragogna un paese ammirato. Grazie di vero cuore a tutti >> .
PROSSIMA DONAZIONE COLLETTIVA PRESSO LA SEDE TRASFUSIONALE DI SAN DANIELE : SABATO 13 DICEMBRE 2008.