ULIVI, E' BOOM A RAGOGNA


Ascoltati due produttori :
Rino Lizzi di Pignano e Nino Marcuzzi di San Pietro

Olio extravergine, made in Ragogna.
Anche se siamo a 120 chilometri più a nord dell'ideale linea parallela che individua le zone idonee alla coltivazione dell'ulivo, l'area ragognese cela un " tesoro " di almeno 1200 piante un tempo sacre alla dea Atena e simbolo delle terre mediterranee .
Attualmente in Friuli-Venezia Giulia l'ulivo occupa una superficie di circa 250 ettari ( nella nostra Provincia 110 di cui 20 % in produzione e l'80 % di recente impianto) per una produzione di 5-6 mila quintali di olive all'anno, per circa 600 quintali di olio. Quattro i frantoi operanti: uno a Caneva (Pn), due a San Dorligo della Valle (Ts) e "il nostro apripista " .
Un altro sorgerà presso l'istituto tecnico-agrario statale di Cividale .
Sono una decina gli imprenditori ragognesi che hanno deciso di dedicarsi alla coltivazione degli ulivi: un'attività che "paga nel tempo".
Come Rino Lizzi di Pignano, per esempio, 200 ulivi, produttore dal 1995 e possessore, come anticipato , del primo frantoio in provincia. Filiera certificata e commercializzazione su tutto il territorio nazionale con punte anche oltre confine grazie ai corregionali emigrati che non vogliono rinunciare al suo superbo olio.
"Più che il freddo - osserva - l'ulivo soffre gli sbalzi di temperatura e infatti la produzione si è ridotta di un quinto per il caldo eccessivo durante la fioritura a maggio nell'ultima stagione .
Nel 2004 invece, dai 2 frantoi, uno a ciclo continuo che "sbrana" 4 quintali di olive all'ora, l'altro a pressa, sono usciti 200 litri d'olio, equivalente di 18 quintali".
L'azienda è attrezzatissima per gli impianti di nuove coltivazioni (oltre 1000 innesti tra Friuli e Veneto, lavora anche per conto terzi) e secondo Lizzi le difficoltà sono minime: "Basta solo prestare attenzione nell'invaiatura cioè le olive vanno staccate quando sono verdi, prima che assumano il colore violaceo e quindi nero".
Ma che olio è quello friulano?
"Ha meno difetti degli altri, una bassa acidità e qualità organoelettriche impareggiabili. Ha proprietà anticancerogene, antiossidanti e antiinvecchiamento . Secondo me abbiamo un grande futuro, ma per il momento il "Dop" non ci interessa. Il prodotto è buono, extra, vergine e certificato ed è quello che conta".
Se Lizzi produce per lavoro, Nino Marcuzzi, ex emigrante in Francia, in tasca un diploma di mosaicista, ora lo fa per diletto, in attesa che diventi l'attività del figlio.
"La posizione in riviera a San Pietro è ottima - spiega come il terreno argilloso. Ho 115 piante, innestate a un metro di profondità, Il massimo raccolto non si potrà avere prima di 15 anni".
E' partito una decina di anni fa grazie a un corso dell'Ersa sulla coltura degli ulivi, spinto dalla grande passione.
I rischi?
"Relativi, qui abbiamo un microclima favorevole che ci aiuta. L'eccessiva piovosità in Friuli non è comunque un toccasana;
nel 2005 sono caduti 1500 mml di pioggia a San Pietro, rilevati dal mio pluviometro, contro i soli 200 mml del Sud d'Italia, e l'umidità è causa dell'infezione chiamata
" occhio di pavone ". Il freddo costante da però aromi all'olio e compensa le carenze della pianta. Ha poca acidità ( quasi nulla), va bene su tutti i piatti, insalate, carne, si esalta sul carpaccio.
Sul pane poi è "divino" altro che Nutella".
Le sue piantine acquistate in serra (sono prodotte a Verona) al momento del reimpianto per talea avevano due anni. " Dopo la potatura in primavera , c'è solo da attendere le olive.
E' la raccolta (15 ottobre, 15 dicembre) e la successiva spremitura che richiede tempo, lavoro e attenzione particolari ".
Un segreto per ottenere un ottimo extravergine?
" Mai fare riposare il raccolto più di una giornata. Ho un nuovo frantoio capace di spremere 20 chili di olive all'ora, a ciclo continuo, costruito su misura, chiamato decanter a 2 fasi che separa fin da subito l'acqua-sansa e l'olio extravergine di grandissima qualità . Nel 2005 sono riuscito a fare 60 litri , per me è un record .

Adesso il commercio non mi interessa, lo faccio solo per il piacere di regalare una bottiglietta di " Vueli dal Nino " agli amici.
Sul futuro non è ottimista come Lizzi: "E' presto per dirlo, bisogna essere realisti, la nostra regione non è terra di uliveti, anche se esistono piante secolari".
Ma Marcuzzi ha a questo proposito un "attestato" del tutto particolare che dovrebbe indurlo alla fiducia: "Una famiglia che vive in Abruzzo,terra di olio per antonomasia , esige solo il mio extravergine made in San Pietro di Ragogna , lo scambio di olio ormai è una costante fra noi"

TIPI DI PIANTE DI ULIVO COLTIVATE A RAGOGNA

Leccino, Frantoio, Casaliva, Maurino, Grignan, Moraiolo,Piccoline, Bianchera, Coratina, Pendolino( funge anche da impollinatore ), Ascolana Tenera, Venzola.

Dino Temil

Uliveti a Ragogna

Lo stabilimento di Rino Lizzi a Pignano

In tavola il Vueli di Nino